Ambulatorio Veterinario Garden - Trapani

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Il parto della Gatta

il parto della gatta

di Dario Garofalo, DMV, MSc

Un evento molto stressante per i proprietari di animali è il parto della loro amica felina, soprattutto per quelle persone che non hanno avuto questo tipo di  esperienza precedentemente e si fanno sopraffare dall’ansia. Queste poche righe vogliono essere un conforto per tutte quelle persone che si ritrovano ad assistere la propria gatta durante il parto.


In prima istanza bisogna ricordare che il gatto è un animale molto indipendente e che probabilmente sarà in grado di fare tutto da solo. Questo è vero nel gatto comune europeo ma nelle razze particolarmente selezionate si può perdere l’istinto materno e si possono avere con più frequenza difficoltà nel parto. Per non andare nel panico basta avere chiara la tempistica degli eventi e la sequenza dei comportamenti del gatto, in questo modo si può rispondere alla fatidica domanda: quando intervenire?


Il parto nelle gatte avviene circa 65 giorni dopo l’accoppiamento; può capitare di non conoscere tale data, in questo caso il veterinario la può stimare clinicamente o tramite un’ecografia. L’ecografia oltre ad essere più  precisa di una visita clinica,  permette di valutare la vitalità dei feti, ma in prossimità del parto effettuare una radiografia è il miglior metodo per confermare il numero dei feti e per stimare il rapporto tra il cranio del feto e il canale del parto. In ogni caso, una visita dal veterinario prima del lieto evento è fortemente consigliata per escludere le problematiche clinicamente rilevanti e aver chiaro il da farsi.


Quando si avvicina la data del parto è consigliato preparare un giaciglio in un cartone ritagliato,  questo si può rendere ancor più confortevole usando vecchi panni, l’importante è non usare oggetti con forti odori poiché la madre riconosce i piccoli tramite l’olfatto. L’ideale sarebbe trovare un angolo della casa lontano da rumori e fonti di stress come cani e bambini e sistemare lo scatolo in una zona buia. La gatta predilige luoghi oscuri e anfrattuosi, quindi sarebbe meglio chiudere tutti i cassetti per non trovare brutte sorprese.  Posizionare la lettiera a mezzo metro dal giaciglio potrebbe essere un valido aiuto poiché se fosse troppo lontana  sarebbe scomodo raggiungerla e se fosse troppo vicina si rischierebbe di contaminare con le feci il giaciglio. È indispensabile mettere cibo e acqua a disposizione della gatta, inoltre, accanto al giaciglio si può collocare un secondo box contenente delle bottiglie di acqua calda avvolte in panni morbidi per accogliere  i piccoli quando sarà il momento, stando sempre attenti che i cuccioli non si ustionino. Se la gatta fosse a pelo lungo si dovrebbe prendere in considerazione l’idea di tosarla nella zona peri-vulvare e di legare i peli vicino i capezzoli, questa operazione facilita l’osservazione del parto e aiuta i piccoli a trovare i capezzoli. Per tutto il periodo pre-parto fino al termine dello svezzamento la gatta dovrebbe mangiare croccantini per cuccioli, questi sono ricchi di proteine e più energetici: ideali per soddisfare i fabbisogni  alimentari di una gatta in lattazione.


Tra le 12 e le 24 ore prima del parto la gatta assume una serie di atteggiamenti caratteristici: diventa apatica, sembra stanca, diminuisce l’appetito, passa più tempo a leccarsi il mantello e la vulva e a girare per casa, aumenta la frequenza delle vocalizzazioni, cerca posti per nascondersi quindi è  il momento adatto per mostrargli il giaciglio.  Inoltre in prossimità del parto la temperatura corporea cala di uno o due gradi e si possono presentare episodi di vomito e perdite vulvari di sangue.


Quando inizia il travaglio per prima cosa si rilassa la cervice e viene espulso il primo sacco amniotico: una bolla che rompendosi libera liquido amniotico. Da questo momento possono passare anche 12 ore prima che esca il primo cucciolo. In media l’intervallo tra un cucciolo e l’altro è di un ora. La gatta dovrebbe leccare e ripulire il piccolo dopo che è nato, liberando il muso dal sacco amniotico essa permette al cucciolo di respirare, se non dovesse farlo nel primo minuto lo puoi fare tu. Tieni il conto delle placente, dovrebbe esserci una placenta per gattino ma può capitare che rimangono in utero, non provare ad estrarle tu ma avverti il veterinario poiché questa situazione necessita di una terapia. Tieni conto che la gatta mangia le placente quindi se non hai assistito al parto e non le trovi probabilmente se le è mangiate. Le placente sono ricche di nutrienti ma la loro composizione può indurre diarrea quindi se assisti al travaglio dopo che la gatta ha ingerito le prime placente gli puoi sequestrare le altre. Inoltre fai attenzione perché le gatte per inesperienza possono mangiare il cucciolo insieme alla placenta, in questo caso cerca di salvare il piccolo. La placenta è legata al cordone ombelicale se il gatto non la mangia rimane attaccata al cordone ombelicale e devi tagliare il cordone a circa 2,5 cm dall’ombelico ma solo dopo avere legato il cordone con del filo interdentale.

Quando si compie questa manovra bisogna fare attenzione alle emorragie e dopo è necessario applicare un disinfettante. Usa sempre dei guanti per manipolare i piccoli poiché il tuo odore può interferire con il legame madre-cucciolo.